Nuove storie, nuovi cantautori
Una serata alla Casa 139 dove si ritrova il gruppo del "Caravanserraglio"

Dal Corriere della Sera di domenica 3 marzo 2002

di Matteo Speroni, giornalista del Corriere della Sera

 
«È come un treno con molti passeggeri, che si ferma in molte stazioni. Un treno che non sappiamo dove voglia arrivare. Ma siamo certi che deve continuare il cammino, perché se pensasse di essere giunto a una qualche destinazione, sarebbe la fine». La definizione è di Chinaski, all’anagrafe Vincenzo Costantino, affabulante poeta metropolitano che, con un’inquietudine creativa bukowskiana (Henry Chinaski è un personaggio autobiografico di Charles Bukowski), sintetizza così la storia e l’identità del «Caravanserraglio». Tutto milanese, il Caravanserraglio è un nuovo movimento di cantautori (soprattutto, ma anche poeti, attori e altri artisti) che si sta affermando come punto di riferimento culturale, grazie a un appuntamento fisso, due lunedì al mese (compreso domani) al circolo La Casa 139, in via Ripamonti.
Ma, come un rampicante che si aggrappa alle crepe nel cemento della città, il Caravanserraglio - o meglio, alcuni suoi elementi - trova spazio anche in singole serate in altri locali meneghini, come il Dynamo (piazza Greco), la Salumeria della Musica (via Pasinetti), il Nidaba (via Gola) o il Ragoo (viale Monza).
«I cantastorie dei nostri tempi, ognuno con le proprie peculiarità, si stanno trovando per creare, riconoscere, un’identità», racconta il cantautore Concetto Serranò. Prosegue: «Milano non si è addormentata, come si sente dire spesso. C’è una nuova generazione che si sta unendo con lo scopo di raccontare storie. Non so se il Caravanserraglio sia una "scuola". Comunque, esiste».
Raccontare storie. Una traccia della fantasia che parte dalla realtà. Questo accomuna i tanti artisti (al momento sono una quindicina, con un’età media di trent’anni) del neonato movimento milanese, che viaggiano su binari diversi, paralleli o intrecciati. Questi cantori metropolitani del Terzo millennio arricchiscono la tradizione della canzone d’autore con influenze etniche e jazz, seguendo un sentiero aperto da Vinicio Capossela, non a caso vicino (anche come amico) agli artisti del Caravanserraglio (Chinaski, per esempio, collabora con Capossela).
Non di più, però. Perché il Caravanserraglio ha un profilo personale originale che, seppure in forma di prisma sfaccettato, non è riconducibile ad alcun «maestro». «È un movimento anarcoide, dove i sentimenti, uguali per tutti, sono vissuti e raccontati in modo differente», commenta Chinaski. Aggiunge Stefano Tessadri, cantautore: «L’importante è emozionare, non è necessario che tra noi ci sia una coerenza formale: le mie canzoni non sono autobiografiche, magari quelle di altri sì. Si tratta soltanto di sfumature artistiche diverse».
A questo punto, i nomi: Chinaski (poeta), Folco Orselli, Stefano Tessadri, Concetto Serranò, Gipo Gurrado, Flavio Pirini, Gianni Resta, Rafael Andrés Didoni, Alberto «Zac» Azzarda, Stefano Covri (tutti cantautori), Alessio Tagliento (musicista, cabarettista), Gianluca De Angelis (cabarettista), Walter Leonardi (attore). E si sta per aggiungere il pittore Pasqualino Conti.
Dice Gianni Resta: «Singolarmente, non siamo altro che piccole fette di una grande torta. E ognuno difende la propria fetta con golosità». Folco Orselli: «Credo che il Caravanserraglio sia una forma di rivoluzione». Rafael Andrés Didoni: «Qui ho trovato uno spazio dove si possono raccontare storie, con tante altre singole persone che entrano nella tua storia».
Si respira un’aria di avanguardia, si sente il rumore delle idee salire verso la superficie di un piccolo mare scaldato dall’entusiasmo, a parlare con gli artisti di questo nuovo «movimento», spesso in disaccordo tra loro, ma legati dall’amicizia e da un progetto comune. Concetto Serranò: «Non siamo gente che sale su un palco per dire o fare quello che vuole, in un’ingenua manifestazione di spontaneismo. Ci siamo selezionati. Siamo coloro che possono farlo».
E questa città, queste strade che a volte sembrano troppo chiassose, a volte chiuse in una muta solitudine, hanno dato vita a un’altra, nuova, storia. In musica.

CARAVANSERRAGLIO, La Casa 139, via Ripamonti 139, ingresso con tessera annuale a 10,33